Distribuzione editoriale. Cosa fa davvero. E cosa non fa.

C'è una convinzione molto diffusa nel mondo editoriale:
che una buona distribuzione basti a far funzionare un libro.
È una convinzione comoda.
E, proprio per questo, spesso falsa.
La distribuzione editoriale è uno strumento importante, sì.
Ma non è una bacchetta magica.
E soprattutto non fa il lavoro al posto dell'autore.
🔍 Che cos'è davvero la distribuzione editoriale
La distribuzione editoriale ha una funzione precisa:
👉 rendere un libro ordinabile
👉 inserirlo nei cataloghi
👉 metterlo tecnicamente a disposizione di librerie e store online
Questo significa che:
-
il libro può essere ordinato
-
può essere trovato
-
può arrivare sugli scaffali
Ma attenzione:
può, non accade automaticamente.
❌ Cosa la distribuzione NON fa
Qui arriviamo al punto più frainteso.
La distribuzione non:
-
promuove il libro
-
crea interesse
-
porta lettori
-
convince le librerie a tenerlo esposto
-
racconta la storia dell'autore
Un libro distribuito senza lavoro attorno è come:
una macchina parcheggiata con le chiavi inserite,
ma senza nessuno che salga a guidarla.
🧠 Il grande equivoco: "se è distribuito, venderà"
Nel ragionamento di molti autori, la sequenza è questa:
Pubblico → Distribuzione → Vendite
Nella realtà, la sequenza funziona così:
Interesse → Relazioni → Presenza → Continuità → Vendite
La distribuzione entra dopo, non prima.
Serve a sostenere un movimento già avviato, non a crearne uno dal nulla.
📚 Come ragionano davvero librerie e canali di vendita
Una libreria non sceglie un libro perché "è distribuito".
Lo sceglie perché:
-
c'è richiesta
-
l'autore è attivo
-
c'è una presentazione
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c'è un contatto
-
c'è una storia da raccontare
In assenza di tutto questo, la distribuzione resta invisibile.
🔄 Distribuzione ≠ promozione
È importante dirlo chiaramente:
🟡 Distribuzione = canale logistico
🟠 Promozione = lavoro culturale e umano
Confondere le due cose porta solo a frustrazione:
-
libri stampati bene
-
presenti nei cataloghi
-
ma fermi, immobili, muti
✍️ Il ruolo dell'autore (oggi)
Oggi l'autore non può più permettersi di essere:
-
passivo
-
invisibile
-
in attesa che "qualcuno faccia"
Non serve diventare influencer.
Serve essere presente, coerente, coinvolto.
Un autore che:
-
racconta il proprio lavoro
-
parla del proprio percorso
-
costruisce relazioni
rende la distribuzione uno strumento efficace, non un'illusione.
🎯 Il punto centrale
La distribuzione funziona solo se c'è qualcosa da distribuire oltre al libro.
Un progetto.
Una voce.
Una presenza.
Senza questo, anche la migliore distribuzione:
resta una promessa tecnica,
non un risultato reale.
🧭 Perché parlarne (dal lavoro editoriale)
Nel lavoro editoriale quotidiano, questa dinamica torna sempre.
Autori convinti che basti "esserci".
Libri che meritano attenzione, ma non vengono accompagnati.
Raccontare queste cose non serve a scoraggiare.
Serve a rendere consapevoli.
Perché un libro può crescere.
Ma solo se qualcuno è disposto a portarlo nel mondo.
✉️
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Valuto progetti editoriali e percorsi costruiti sul lavoro reale dell'autore, non su modelli standard.
📩 cristiansegnalini@gmail.com
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